LUCIANO SPANGHER

CENT'ANNI DELLA
"GINNASTICA GORIZIANA"
1868 - 1968

EDITORE: UNIONE GINNASTICA GORIZIANA GORIZIA


Ginàstica, Ginàstica

Oh! non mè benedèt

Palestra d'amor pàtrio

di amor il plui perfét

Marmul


PRESENTAZIONE

1868 - 1968. L'Unionie Ginnastica Goriziana compie il suo primo secolo di vita. E' giunto quindi il momento di precisarne l'opera ed il sigitificato. E non è cosa da poco, se si pensa di quanti e quali eventi eccezionali la nostra Società è stata partecipe non occasionale, ma assidua ed impegnata.

Una storia dell'Unione Ginizastica Goriziana non era stata ancora scritta e via via che il tempo passa gli elementi di documentazione vanno facendosi sempre più rari; già parte di essi è andata dispersa per gli sconvolgimenti politici e militari locali e nazionali ed a causa dei provvedimento della polizia austriaca per i quali la Società fu sciolta tre volte. Urgeva dunque cercare e riunire le testimonianze frammentarie ma ancora reperibili e dare organicità a questa vicenda che in misura maggiore o minore riguarda tutti noi.

C'era da colmare una lacuna e ci auguriamo che il presente volume sia riuscito a farlo. E' stato un lavoro gravoso del quale dobbiamo essere grati, in modo particolare, al nostro socio cav. Luciano Spangher, che ha condotto una intelligente e minuziosa ricerca presso gli archivi pubblici, i musei, le famiglie private per raccogliere quanto più poteva giovare all'intento di quest'opera, rendendone possibile la realizzazione.

La storia della nostra Società è legata intimamente alla storia stessa di Gorizia; specie nel primo cinquantennio, lo spirito che l'animava e l'intreccio dei fattori sociali e politici particolarmente accentuati, fecero del Sodalizio il centro più vivo ed importante, se noti unico, delle aspirazioni irredentistiche di tutta la città. Infatti, in tempi difficili e tormentati "Ginnastica" volle dire Italia, nelle tradizioni, nelle attività, nei legami che, pur sotto il dominio straniero, la videro iscritta alle Federazioni italiane e spesso presente alle loro competizioni. Posizione pericolosa, ma ben chiara nella esigenza di una scelta che comportava coraggio e sacrificio; alla quale la Società tenne costantemente fede, consapevole di riassumere in sè i fermenti più vitali, i desideri, la forza morale della città. Coloro che operarono questa scelta e la sostennero, senza compromessi, negli anni successivi furono uomini della nostra Associazione, soci e dirigenti, molti dei quali portarono, in seguito, il loro responsabile contributo nelle cariche più impegnative della pubblica amministrazione.

Alla riunificazione della nostra terra all'Italia, il compito dell'Unione Ginnastica non si esaurì perchè i suoi valori non furono contingenti. Immutata nello spirito, la sua funzione di centro morale e culturale, ha continuato sensibile ed attenta ai problemi ed agli interessi dei tempi nuovi e continua tutt'ora sempre più inserita nelle molteplici attività della vita cittadina.

Il volume esce nel 50° anniversario dell'annessione di Gorizia alla Madrepatria, avvenimento che coincide in modo significativo con la celebrazione del centenario del nostro Sodalizio.

Oggi l'U.G.C., anche per l'incremento avuto negli ultimi anni, si presenta come Società fra le maggiori e meglio organizzate sotto ogni aspetto, particolarnlente quello sportivo, che le è specifico. A conferma di ciò, mi è gradito far conoscere che la "Ginnastica" è stata più volte insignita di premi; ad essa sono state affidate dalle diverse Federazioni importanti manifestazioni a carattere nazionale ed internazionale e, ultima in ordine di tempo, le è stata concessa la "Stella d'Oro del C.O.N.I." per gli alti meriti sportivi, massimo riconoscimento di cui solo poche Società possono fregiarsi.

Questa, in sintesi, la vicenda centenaria dell'U.G.G. che il libro vuol ricordare non tanto a coloro che in parte ne furono protagonisti, quanto ai giovani, ai quali la consegna perchè, arricchita dai loro eittitsiasini, essi la continuino nel tempo con medesimi ideali che l'hanno sempre ispirata.

IL PRESIDENTE

CAV. UFF. GIOVANNI BIGOT