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Giovanni Bigot
Il Presidente dell'U.G.G.
Il comm. Giovanni
Bigot nacque il 6 ottobre del 1909 nella cittadina di Cormons, a 12 chilometri
da Gorizia, città che in seguito elesse, nel primo dopoguerra 1915-1918,
a sua dimora.
La sua famiglia, di estrazione operaia, venne coinvolta nel 1917 nella
ritirata di Caporetto e nella conseguente fuga dal paese natio, all'età
di otto anni, Giovanni Bigot ebbe modo di esperimentare le prime difficoltà
che può comportare la vita: lo smarrimento nel vuoto, la fame,
la paura, situazioni e sentimenti che non lasciarono in lui strascichi
negativi ma, anzi, rafforzarono il suo animo con speranze e progetti di
miglior vita, formulati nella sua adolescenza e che nel corso degli anni
successivi riuscì a realizzare superando anche le sue più
rosee aspettative.
Sorretto da un'acuta intelligenza, non scevra da un'istintiva intraprendenza,
pur privo di una valida esperienza scolastica, cosa del resto comune a
quei tempi, riuscì con pazienza e coraggio, dopo una trafila di
esperienze ad affermarsi nella professione che aveva scelto.
Fu garzone di sarto, garzone di bottega, lavorante nel negozio di commestibili
delle Cooperative Operaie di Trieste dove, secondo le sue affermazioni,
frequentò la sua "università", e non è
disdicevole fare questa affermazione perché la sua cultura di autodidatta,
di uomo fatto da solo, nel prosieguo del tempo fu davvero eccezionale.
Le Cooperative Operaie gli aprirono altri orizzonti, la prima delle quali
fu l'acquisizione di una sua indipendenza mercantile, progetto che gli
riuscì con l'apertura, nel 1933, della "Bottega dell'olio",
iniziativa coraggiosa, supportata da un abile lancio pubblicitario, il
primo a Gorizia, con inserti negli intervalli dei films proiettati nei
cinema cittadini.
Venne poi la guerra, dove fece il caporale e, guarda il caso, forse determinato
dal suo cognome, finì nei battaglioni speciali, quelli riservati
agli "autoctoni". Dopo l'8 settembre 1943 ritornò a casa
ed al suo lavoro e la fine della guerra lo vide invece prigioniero dell'esercito
jugoslavo di Tito, a Idria e ad Aidussina da dove ritornò con pochi
altri compagni.
Ripresa l'attività commerciale Giovanni Bigot cercò subito
di dare con nuovi indirizzi e progetti un impulso all'azienda familiare
entrando anche nel settore del commercio all'ingrosso e, nel 1953, il
suo nome e la sua fama era diventata di dominio pubblico tanto che l'Assemblea
dei soci dell'Unione Ginnastica Goriziana, convinta che la più
vecchia società sportiva e patriottica cittadina, che stancamente
trascinava la sua pluridecennale e benemerita attività, avesse
bisogno di una nuova guida che la rilanciasse nell'orbita degli sport
sia moderni che tradizionali, sia in città che nel resto della
nazione, lo propose nel Consiglio direttivo il quale poi elesse la sua
persona alla carica di Presidente.
Fu una scelta indovinata
e nel periodo in cui ricoprì tale incarico, circa trent'anni, come
per incanto le attività della società rifiorirono e le sue
sezioni sportive e culturali riportarono continui successi che diedero
lustro e decoro alla città di Gorizia e le aggiunse quella pubblicità
di cui aveva allora, ed anche oggi, estremamente bisogno, mutilata come
è stata di quasi tutto il suo "hinterland" vitale, passato
alla Jugoslavia, ma soprattutto per essere state ben presto dimenticate
le sue vicissitudini e le sue mutilazioni dal resto della Nazione.
Lo sviluppo e l'allargamento dell'attività sportiva e culturale
abbisognavano anche di più vasti ed ampi spazi per cui il presidente
Bigot si convinse che bisognava intraprendere nuovi lavori.
Per primo la copertura dell'area esterna del cortile che anni prima era
stata trasformata in una pista di cemento utile per i pomeriggi danzanti,
unico reddito della società, e per la disputa delle partite di
pallacanestro, sport principe dell'U.G.G. in quest'ultimo dopoguerra,
che era assurto ai vertici nazionali.
L'opera venne inaugurata nel giugno dei 1956 dopo che erano state espletate
tutte le formalità necessarie: l'acquisizione di una fascia di
terreno già appartenente al demanio, posto al lato della caserma
Guella; trovati i finanziamenti grazie ad un'indovinata iniziativa del
presidente ed alla cooperazione dei commercianti cittadini che usufruivano
dei contingenti di Zona Franca, finanziamenti che tutt'ora esistono, regolati
da un legge nazionale e che alimentano il noto "Fondo Gorizia",
destinato al finanziamento di opere pubbliche.
Il Consiglio direttivo espresse allora al presidente la sua gratitudine
offrendo al medesimo una pergamena il cui testo merita di essere citato:
Il
Consiglio direttivo dell'Unione Ginnastica Goriziana
esprime al suo Presidente
Giovanni Bigot
il più vivo ringraziamento e il plauso più sincero
per la realizzazione della nuova Palestra
da tutti i soci ambita
e dalla sua tenace volontà portata a termine
a riconoscimento delle elette virtù civiche
che hanno animato la sua instancabile opera di organizzazione
offre
in questa memorabile giornata
segnalando le sue alte benemerenze
a quanti si onorano di appartenere
al glorioso sodalizio cittadino
Gorizia 29 giugno l956
E l'opera venne anche
onorata di una visita del Presidente della Repubblica Italiana Giovanni
Gronchi.
E il programma del presidente era appena all'inizio. Bisognava continuare
e rinnovare ed ammodernare la vecchia sede e creare nuovi spazi per lo
sport della ginnastica artistica, cosa che venne fatta sfruttando tutta
la parte della vecchia portineria, ma con l'iscrizione, purtroppo, di
un'ipoteca, essendo cessati, per aver preso altre direzioni, i contributi
della Zona Franca.
Proprio in questi frangenti Bigot venne chiamato a ricoprire la carica
di Presidente della Camera di Commercio, Industria ed Agricoltura e la
sua assenza dal sodalizio si protrasse dal 1959 al 1964, data nella quale
rientrò alla presidenza dell'U.G.G. giusto in tempo per preparare
i festeggiamenti per i cento anni di vita del sodalizio, in occasione
dei quale venne anche stampato un libro rievocativo.
Instancabile e tenace nel lavoro, pignolo nella regolarità e nelle
scritture contabili (l'amministrazione venne anche modernizzata), Bigot
riequilibrò subito le sorti dell'associazione, che vide, nel prosieguo,
momenti esaltanti con vari incontri anche internazionali, con squadre
dei vicini stati confinari di ginnastica artistica, fatto che valse alla
società la massima onorificenza dei CONI, la "Stella d'oro
al merito Sportivo".
Vari primati sociali, provinciali ed anche nazionali vennero migliorati
nell'atletica leggera, che rinnovarono i successi degli anni venti e trenta;
la squadra di pallacanestro percorse tutte le serie dei campionati attestandosi
definitivamente nella serie "A" nazionale.
Il costo sempre più rilevante di questi campionati costrinse il
presidente Bigot alla ricerca paziente di nuovi finanziamenti che vennero
ritrovati con l'abbinamento della squadra a marchi commerciali e tutto
questo per non privare Gorizia di una importante cassa di risonanza che
permise alla città, con i risultati ottenuti e con i giocatori
che vennero chiamati nelle rappresentative nazionali, di essere sempre
presente nei notiziari radiotelevisivi. Esaltanti furono anche le manifestazioni
cestistiche organizzate in questi tempi, come i campionati nazionali Juniores,
i campionati mondiali per squadre militari, ecc.
Altra impresa venne assunta da Bigot dopo l'affermarsi della squadra di
Hockey a rotelle che conquistò il diritto di partecipare al campionato
nazionale di serie "A". Anche questa volta lo spazio era ristretto
per cui necessitava il ritrovamento di una sede idonea per disputare le
partite. L'impianto venne realizzato nella Valletta del Corno, palazzetto
che permise poi anche l'effettuazione, nel suo interno e nel parco circostante,
delle prime manifestazioni che diedero origine all'Espomego, fiera merceologica
di confine. Questo impianto venne poi donato al Comune.
Ed altri sports ebbero
vita rinnovata per l'impegno del presidente: la scherma; il tiro con l'arco,
che diede risultati e manifestazioni di livello nazionale ed internazionale;
il ciclismo; il nuoto, ecc. per non dimenticare poi le attività
delle sezioni filodrammatica e ricreativa.
Possono ben testimoniare
dirigenti, soci attivi e atleti affiliati delle attenzioni con cui furono
seguiti dal loro presidente che certamente trascurò, a vantaggio
dell'Unione Ginnastica Goriziana, i suoi affari ed i suoi interessi .
L'ultima e la più importante delle realizzazioni voluta e portata
a termine in tempi brevissimi e con costi limitati è stata la costruzione
dei Palazzetto dello Sport. La mancanza della struttura avrebbe provocato
la perdita dell'abbinante la squadra di pallacanestro e quindi anche lo
smantellamento di questo sport. Ed anche questa sventura venne evitata
per la caparbietà del presidente. In breve, grazie all'aiuto dei
suoi più diretti collaboratori, dell'Amministrazione regionale,
sollecitata dall'Assessore Antonio Tripani, il nuovo palazzetto venne
realizzato e posto a disposizione degli sportivi goriziani.
Bisogna dire, infine, che Giovanni Bigot non si arrese mai davanti alle
tante difficoltà incontrate sia nella sua vita privata, sia in
quella pubblica. La sua operosità venne meno soltanto quando venne
colpito dalla malattia che in breve lo portò alla scomparsa.
In conclusione il
compianto commendator Giovanni Bigot è stato un cittadino solerte
e benemerìto, attento al progresso ed alla cultura della gioventù
e soprattutto un capogruppo naturale, capace di catalizzare attorno a
sé persone convinte, come lui, che un volontariato ben indirizzato
avrebbe giovato al progresso sociale ed economico della città.
Luciano Spangher
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